Aeritalia G-91Y Yankee

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Il modello tirato giù dalla mensola
Il tettuccio si è staccato facilmente.....
Anche il pilotino si stacca.......
Ma adesso comincia il difficle (operazione mai provata prima) sverniciare il modello.....
... che schifezza .......
... ma stò bianco  si vuole togliere ????!!!!! - E già si vedono le prime <i>ferite</i>
una semiala staccata e con un buco, i piani di coda rotti in più punti.....
meno male. Tutto sommato è andata bene
Cominciamo a stuccare e ricostruire i pezzi <i>scomparsi</i>
Proviamo anche a dare una <i>forma</i> all'abitacolo....
il nuovo pilota...
Qualche ritocchino al primer...
OPssss ma è senza carrello ........
In mancanza del carrello ........


L’ORIGINALE - Aeritalia G-91Y

L'Aeritalia G-91Y era un cacciabombardiere bimotore a getto ed ala a freccia prodotto negli anni sessanta dall'azienda italiana FIAT Aviazione, poi divenuta Aeritalia.
Veniva soprannominato dai piloti Yankee (dalla lettera Y in Alfabeto fonetico NATO) che sottolineava la forma interna della presa d'aria, unica frontalmente, ma internamente divisa in due per alimentare separatamente i motori,
Derivato dalla precedente versione G-91R, ne manteneva l'aspetto generale e se ne differenziava principalmente per l'adozione di un impianto propulsivo bimotore, con conseguente aumento prestazionale e di capacità di carico bellico.

Frutto di una revisione complessiva del progetto iniziale, il G-91Y era più potente del precedente R grazie alla sostituzione del motore Bristol Orpheus con due General Electric J85, dotati di post-bruciatore, la spinta aumentava del 63%, contro un aumento di circa il 37% del peso a vuoto.
L'incremento di spinta produsse un modesto aumento della velocità di punta, mentre si ebbero considerevoli vantaggi in termini di accelerazione ed in riduzione di corsa al momento del decollo.
Pur pagando il prezzo di un consumo di combustibile più elevato rispetto alla precedente versione, la presenza di serbatoi di maggiori dimensioni (3 200 kg, all'incirca il doppio rispetto al G-91R) garantiva un consistente aumento dell'autonomia operativa.

Furono prodotti 65 esemplari, oltre a 2 prototipi, entrati i servizio in due gruppi cacciabombardieri dal 1972 fino al 1994, quando vennero sostituiti dagli AMX.

Il G-91Y venne utilizzato solamente nell'Aeronautica Militare Italiana essenzialmente nel ruolo di aereo per il supporto tattico ravvicinato e da ricognizione aerotattica, restando operativo fino agli anni novanta.

Il G-91Y venne impiegato operativamente negli Stormi Caccia Bombardieri e Ricognitori (CBR), quali l'8º Stormo Gino Priolo di sede a Cervia con il 101º Gruppo, e il 32º Stormo di sede a Brindisi con il 13º Gruppo.

Fonte: Wikipedia

Dimensioni e pesi
Lunghezza: 11,67 m
Apertura alare; 9,01 m
Altezza: 4,43 m
Superficie alare: 18,13 m²
Peso max al decollo 8 700 kg

Propulsione
Motore: 2 turbogetto General Electric J85-13 con postbruciator
Potenza: 1.800 Kg di spinta ciascuno

Prestazioni
Velocità max: 1.140 km/h (Mach 0,8)
Autonomia: 3.500 km
Tangenza: 12.500 m

Armamento:
2 DEFA 552 da 30 mm

Distribuiti su 4 Piloni subalari
Bombe caduta libera fino a 1.800 Kg
18 razzi SNEB da 68 mm



Il modello

Restauro di un vecchio kit degli anni '80 della Matchbox in scala 1/72. Un modello non eccellente, grossolano e con diversi errori nelle stampate .
All'inizio era stato "messo insieme" circa 35 anni fa, uno dei primi modellini montati.

Un giorno l'ho visto sulla mensola, nascosto, quasi si vergognava di farsi vedere in mezzo a modelli un poco più decenti.
Colori dati con una pennellessa, incollature strabordanti anche sul tettuccio, e pilotino "buttato dentro" l'abitacolo in qualche modo.

Dopo tanta pazienza, qualche "ferita anche grave", ne è uscito un modellino nuovo raffigurante il G-91Y mm 6494 special color del 1988, così dipinto per festeggiare i 70 anni di attività del 13° gruppo caccia alle dipendenze del 32° stormo.

Ho utilizzato colori humbrol, le decals (poche) sono state "fatte incasa".

Alessio M.
 




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