Dassault Mirage IIIC

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Il tettuccio..... purtroppo non si è salvato.....
Proviamo a rifare un pò di pannellature
Proviamo a rifare un pò di pannellature
Iniziamo anche a colorare il pilota
devo inventare qualcosa..... anche questo modello è senza carrello.....
il nuovo canopy.....
..ma come era prevedibile occorre adattarlo....
Proviamo a fare a fare il preshading..... cosa verrà fuori ??
Mi è venuto un pò chiaro.....
Ancora un paio di dettagli ed è finito...
Non sarà un capolavoro, ma credo di essere riuscito a fare un modello più dignitoso!!!


L’ORIGINALE - Dassault Mirage IIIC

Il Dassault Mirage III (in francese: miraggio) è un aereo da caccia ad ala a delta prodotto dall'azienda francese Dassault Aviation ed introdotto negli anni sessanta.
Grazie alla sua caratteristica configurazione alare è uno dei più famosi aerei della storia dell'aviazione militare e simbolo della produzione aeronautica francese. Prodotto in innumerevoli versioni, esportato in 5 continenti, ha partecipato a vari conflitti combattuti tra gli anni sessanta e gli ottanta, dimostrando grande longevità essendo ancora in servizio in alcuni paesi, seppure con compiti di seconda linea.

Le ottime prestazioni e la sua nazionalità ne hanno fatto una valida scelta per quelle nazioni che per motivi politici ed economici non potevano rivolgersi alla produzione statunitense o sovietica.

Secondo quanto riportato da molte fonti, Dassault chiamò l'aereo così perché gli avversari avrebbero potuto solo vederlo, ma senza poterlo raggiungere. Sempre secondo Dassault, "ciò che è bello vola anche bene". Il suo aeroplano dimostrò di tenere bene fede a queste due affermazioni.

L'ala del Mirage, di grande superficie, era un delta puro, controllato da elevoni, con l'angolo di freccia di 60 gradi e lo spessore relativo mediamente del 3,4%. Il caccia era ottimizzato per le prestazioni lineari, e l'ala a delta è l'ideale per le prestazioni supersoniche, offrendo limitata resistenza ma grande superficie e robustezza. Il problema era dato dall'assetto molto cabrato nei decolli ed atterraggi, per cui erano necessarie piste molte lunghe, e dalla resistenza indotta durante le manovre ad alto angolo d'attacco, durante le azioni di combattimento.

Il pilota era sistemato in un abitacolo abbastanza stretto, praticamente incassato nella parte anteriore della fusoliera, ma con una buona visibilità complessiva, specie sul davanti e sui lati, mentre il settore posteriore era quasi cieco, dal momento che l'aereo aveva un muso molto piccolo

La propulsione era affidata ad un turbogetto Snecma Atar 9C, derivato dal tedesco BMW 003 del periodo bellico, ma dotato di prestazioni nettamente superiori. L'architettura generale è la stessa, a flusso assiale, ma l'aggiunta del postbruciatore ha introdotto un nuovo concetto di superpotenza, ideale per ottimizzare le prestazioni con un motore ragionevolmente leggero, a scapito però del consumo
Fonte: Wikipedia

Dimensioni e pesi
Lunghezza: 14,75 m
Apertura alare; 8,22 m
Altezza: 4,5 m
Superficie alare: 35,85 m²
Peso max al decollo 13 500 kg

Propulsione
Motore: 1 turbogetto Snecma Atar 9C con postbruciatore
Potenza: 5.900 Kg di spinta

Prestazioni
Velocità max: 2.300 km/h in quota (Mach 2,15)
Autonomia: 2.400 km
Tangenza: 17.000 m

Armamento:
2 DEFA 552 da 30 mm
Distribuiti su 4 Piloni subalari e 1 centrale
2 AIM-9 Sidewinder
2 R550 Magic
1 Matra R530
2 AM-39 Exocet
38 Razzi SNEB da 68 mm



Il modello

Restauro di un vecchio kit degli anni '80 della Matchbox in scala 1/72.
All'inizio era stato "messo insieme" circa 35 anni fa, uno dei primi modellini montati.

Un giorno l'ho visto sulla mensola, nascosto, quasi si vergognava di farsi vedere in mezzo a modelli un poco più decenti.
Colori dati con una pennellessa, incollature strabordanti anche sul tettuccio, e pilotino "buttato dentro" l'abitacolo in qualche modo.

Dopo tanta pazienza, qualche "ferita grave" (il tettuccio dell'abitacolo si è spaccato), ne è uscito un modellino nuovo.........................................

Riproduzione del Mirage IIIC impiegato nell'aviazione Svizzera per prove di valutazione
Utilizzati colori humbrol, le decals (poche) sono state "fatte in casa".

Alessio M.
 




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