La Willys volante
The Flying Jeep

"La storia"
Al fine di ottenere un vantaggio sugli avversari, molti esperimenti furono condotti durante il corso della II^ G.M., uno di questi puntava ad aumentare la mobilità delle truppe sul campo di battaglia.
Una delle soluzioni proposte fu la fornitura di un velivolo con ala rotante. La Rotabuggy di Hafner è stato il primo approccio a questo progetto.

La Rotabuggy sembrò essere il modo più semplice per realizzare una macchina volante capace di decollare e atterrare in spazi ristretti. Tuttavia, il progetto non si realizzò mai.
L’esperienza fatta con la Rotabuggy fornè comunque la base per la conoscenza di oggi degli aeromobili ad ala rotante.

La squadra di elicotteristi "Airborne Forces Experimental Establishment" (AFEE), gestito da Raoul Hafner, ebbe un certo successo nello sviluppo del cosiddetto Rotachute.
L'idea era di utilizzare un autogiro piuttosto che un paracadute come strumento per sbarcare le truppe in territorio nemico. Ciò portò all’idea che lo stesso principio potesse essere applicato anche a grandi carichi, da qui, la proposta di realizzare la Rotabuggy Jeep.
In pratica era una Jeep equipaggiata con un rotore.
Il progetto però fu presto abbandonato, nonostante l’apprezzamento del governo.

Il lavoro della AFEE presso Ringway, Manchester, iniziò nel 1940. Il progettista, Raoul Hafner suggerè per il Rotabuggy, una jeep Willy’s (o "Blitz Buggy") per la sua nota robustezza.
Per verificarne la robustezza il veicolo venne fatto cadere da un’altezza di 4m, a dimostrazione che il veicolo standard poteva sopravvivere indenne agli impatti al suolo. Venne poi montato un rotore da 14,3 m di diametro a due pale, una coda snella con carenatura e doppie pinne senza timone.
Altre aggiunte sono state fatte in seguito, i pannelli delle porte in perspex, il controllo del rotore a fianco del volante, un contagiri del rotore e strumenti di navigazione.

Il Rotabuggy mimetizzato con le insegne della RAF e la "P" di prototipo, per il primo test, fu fatto trainare da un camion Bentley, raggiunse una velocità di volo a vela di 65 mph. Il primo volo fu effettuato il 16 novembre 1943.
Più tardi, alcuni voli sono stati effettuati con un bombardiere "Whitley Sherbourne" con a rimorchio la Rotabuggy. La Jeep si è dimostrata particolarmente instabile e di difficile controllo, tanto che il collaudatore, dopo essere riuscito nell’impresa di atterrare incolume, rimase all’interno del velivolo esausto, e, una volta sceso dal mezzo, si sdraiò sulla pista per riprendersi.
L’ ultimo volo di prova è stato fatto nel settembre del 1944, dove l'unità ha volato per 10 minuti ad un altitudine di circa 120 m a una velocità 105 km/h, dopo essere stato sganciato dal trainatore Whitley.
Pare che questo volo sia stato ufficialmente registrato come "molto soddisfacente".

In seguito vennero sostituite le pinne della coda e venne montato un rotore di maggiore dimensione. Tuttavia, lo sviluppo dell’aliante Horsa II e di altri alianti da trasporto portarono all’abbandono del progetto.

Il Rotabuggy aveva un peso lordo di 1.410 Kg, di cui 964 kg era il peso a vuoto della Jeep e ~250 Kg il peso dell'unità rotore e della coda.
La velocità massima di progetto era di 150 km/h, i ratei stimati di discesa variavano da 4,9 m/s fino a 10 m/s.
La velocità minima di decollo e atterraggio era di 36 km/h, e la velocità del rotore a livello del mare variava da 230 e 260 rpm.

La replica della Rotabuggy si trova presso il "Museum of Army Flying" in Inghilterra.


"Il modello"

Un bel modello in scala 1:32, realizzato interamente in cartoncino


Alessio M.
Alcune foto:

fig.1

fig. 2

fig.3

fig.4

fig.5

fig.6




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